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domenica 11 maggio 2025

“I CARRI DI GEDEONE”. Genocidio e autodifesa

Gedeone terrorizza il campo nemico 
(Stampa  di Antonio Tempesta, sec. XVII) 

8 Maggio 2025

L’esercito israeliano ha avviato una nuova offensiva intitolata a una lettura abusiva della Bibbia per assumere definitivamente il controllo di Gaza e liberarla dai Palestinesi. Il mondo glielo fa fare. Il genocidio non è una questione linguistica: ma quanti genocidi!           

di Amos Goldberg    [ricercatore sull’Olocausto e il genocidio presso l’Un. Ebraica di Gerusalemme]

Sì, è un genocidio. È così difficile e doloroso ammetterlo, ma nonostante tutto ciò, e nonostante tutti i nostri sforzi per pensare diversamente, dopo mesi di una guerra brutale non possiamo più evitare questa conclusione. La storia ebraica ne sarà d’ora in poi macchiata e questo è il modo in cui ciò sarà visto nel giudizio della storia per le generazioni a venire.

Da un punto di vista giuridico, non si sa ancora cosa deciderà la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, anche se alla luce delle sentenze temporanee che ha emesso finora e alla luce della crescente prevalenza di rapporti di giuristi, organizzazioni internazionali e giornalisti investigativi, la prospettiva del giudizio sembra abbastanza chiara.

lunedì 24 febbraio 2025

Per capire Gaza ritorniamo a Primo Levi

 Carlo PIZZATI Intervista PANKAI Mishra 

(La Repubblica del 17 febbraio 2025)

 Gaza è una frattura politica e morale dalla quale non ci riprenderemo per decenni.Nonostante le molte guerre, catastrofi, crisi e sconvolgimenti politici, nulla come questo conflitto inaspritosi dopo l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 suscita sgomento e senso d’impotenza così insostenibili.
Ecco perché, come dice lo scrittore indiano Pankaj Mishra nel saggio Il mondo dopo Gaza (Guanda), che farà discutere, per le generazioni che non hanno visto gli sconvolgimenti del Novecento esisterà sempre un prima e un dopo Gaza.

martedì 26 novembre 2024

La matrice coloniale dei genocidi

di Iain Chambers (Il Manifesto del 22.11.2024)

Quando fu inventato come categoria linguistica e razziale europea, il termine semita indicava un’identità quasi intercambiabile tra ebreo e arabo. Erano tutti trattati come orientali.

Ora che l’accusa di antisemitismo è divenuta una forma diffusa di violenza politica che censura il nostro linguaggio, potrebbe essere utile suggerire come il sionismo stesso sia in realtà antisemita. In quanto dispositivo coloniale occidentale, il sionismo espone il suo antisemitismo in modo più evidente nell’insistere sulla separazione dalle molteplici culture del suo passato ebraico, comprese le loro varie sistemazioni nell’Islam e nel mondo arabo. Si presenta solo in termini bianchi e occidentali, il che significa storicamente e politicamente per il resto del mondo, coloniale.